top of page
IMG_3033_edited_edited_edited.jpg

BIOGRAFIA DELL'ARTISTA

Francesco “Moscolo” Andreotti nasce ad Arezzo nel marzo del 1983, in una famiglia di origini fiorentine e senesi. Il suo primo avvicinamento all’arte avviene in ambito familiare, grazie al nonno, collezionista e appassionato, figura centrale nella formazione del suo sguardo e della sua sensibilità visiva. Al suo fianco frequenta mostre, collezioni private e ambienti artistici, entrando in contatto con autori che segneranno il suo percorso, tra cui Giuseppe Chiari, riferimento fondamentale per la libertà del gesto e la centralità del processo creativo.

​

Dopo una fase di vita intensa e nomade, che lo porta a viaggiare a lungo come pilota motociclistico, la sua esistenza subisce una brusca interruzione a causa di gravi problemi di salute legati ai numerosi infortuni accumulati negli anni. Questo momento di frattura rappresenta un passaggio decisivo, trasformandosi in un punto di svolta radicale: l’arte non è più soltanto interesse o vocazione, ma diventa necessità vitale, spazio di ricostruzione personale e strumento di sopravvivenza emotiva.

 

Assumendo una funzione profondamente trasformativa e salvifica. La pratica artistica si configura come un processo quotidiano di elaborazione, capace di convertire la sofferenza fisica e psicologica in energia creativa e nuova linfa vitale. Dipingere diventa un atto di resistenza, concentrazione e rigenerazione, un gesto reiterato che permette di attraversare il dolore senza rimuoverlo, trasformandolo in materia visiva.

​

Il nome d’arte Moscolo nasce da un’identificazione simbolica con la figura della mosca, emblema di indocilità, ostinazione e presenza costante. Una creatura che, come ricordano fonti classiche come Plutarco, la identifica nell' indocilità, poiché non tollera di essere ne addomesticata, ne toccata, nonostante sia a contatto con l' uomo.

Questa immagine diventa metafora della sua attitudine artistica: coerente, non conciliatoria, refrattaria a ogni forma di addomesticamento estetico o concettuale.

 

La pittura di Andreotti è astratta, materica e fortemente introspettiva e concettuale. Le opere, in entrambi le serie, mutano seguendo lo stato d’animo dell’artista e si presentano come frammenti di memoria, tracce emotive, enigmi visivi. Il colore, la stratificazione e la materia costruiscono superfici dense, attraversate da tensioni tra luce e ombra, presenza e assenza, controllo e abbandono. L’immagine non descrive, ma evoca; non racconta in modo lineare, ma suggerisce, lasciando spazio a una fruizione intima e personale.

​

STATEMENT & CV

Le sue serie distintive affrontano due concetti profondi, introspettivi, dove nella serie “Inciso” si affronta la volontà di scalfire il proprio io, asportare quelle parti di noi che nel tempo sono mutate, assumendo forme che violentemente asportiamo facendo riaffiorare la nostra purezza, semplicità di tempi frivoli e spensierati di una gioventù passata.

 

Altresì nella serie “Parole celate”, l’artista affronta la sua necessità di esprimersi al prossimo, di urlare i suoi tormenti senza timore di un giudizio, liberandosi di quei pensieri cosi pensanti, che impressi sulla tela vengono sepolti, nascondendoli allo spettatore, sotto sgargianti colori, come se questi, cosi opposti al pensiero dell’artista, assumessero una funzione, non solo omissiva, ma anche terapeutica e riparatrice di ogni cicatrice nella sua essenza.

​

 

Parallelamente alla ricerca pittorica, Andreotti sviluppa un percorso espositivo articolato, partecipando a mostre personali e collettive in ambito nazionale e internazionale. Le sue opere sono state presentate in gallerie, fiere e rassegne d’arte contemporanea, ottenendo riconoscimenti significativi; Come ad esempio essere selezionato nei Top Artist sulla piattaforma internazionale SAATCHI ART ed essere presente nel CAM24 – Catalogo dell’Arte Moderna edito da Mondadori, oltre alla realizzazione di vari cataloghi o collaborazioni, una di queste, la realizzazione di una linea di etichette per una nota distilleria Italiana.

​

Tra le mostre personali si segnalano:

Strade di città (Rocca Art Gallery, Firenze),

Inciso (Raven Art Gallery) e Wine Art (Casole d’Elsa,Siena).

Parole celate (Galleria Maiocchi, Milano),

Run (Tricot Find, Siena),

Hempereum (B.Atelier,Fi) .

 

Ha partecipato, tra le altre a numerose mostre collettive, a:

Milano Art Week, Premio Arte Moderna, Passepartout Gallery (Milano),

Contemporary Ravenna Art GAllery(Ravenna),

UltraCoN (Orbetello),

La mente e il Cerchio (Ferrara),

I confini della Realtà Galleria Rocca (Fi),

Spotlight (Roma),

Be Unique (Torino),

Mondo Inverso (Yurta RC Art Gallery, Siena),

Breack a Leg Museo Bellini (Firenze).

e moltre altre collettive. 

​

Nel suo percorso figurano importanti riconoscimenti, tra cui:

Premio Re Teodorico – Medaglia d’Oro (Ravenna),

Biennale Arte 2024 di Chianciano (International Awarded Best abstact )

International Art Critic Award 2024 SAATCHI ART GALLERY London– 3th Place World .

Best in Practice Museo Bellini (Fi) 2024 .

Awarded Critic’s Choice G.Grasso 2024 Ravenna

​

​

 

Le opere di Francesco “Moscolo” Andreotti invitano lo spettatore a un’esperienza percettiva ed emotiva aperta, in cui l’immagine non impone una narrazione univoca ma sollecita un dialogo intimo. La sua pittura si configura come uno spazio di resistenza poetica, in cui la fragilità diventa forza e la memoria materia viva, lasciando emergere una malinconia sottile e una bellezza essenziale, mai compiacente.

 

Mettiti in contatto
bottom of page